Verso un’urbanistica della collaborazione

 


 

Mano a Santa Teresa è un progetto di rigenerazione urbana e sociale del quartiere di Santa Teresa nella periferia di Cagliari, basato sull’utilizzo di “Mano”, una piattaforma online e mobile in grado di agevolare la partecipazione attiva dei cittadini alla vita di quartiere.
 
Mano nasce dalla fortunata fusione di due team: da un lato due sviluppatori e un illustratore di Tiscali (Ernesto Puddu, Sergio Picciau e Riccardo Atzeni) dall’altro tre architetti del collettivo Sardarch (Matteo Lecis Cocco-Ortu, Nicolò Fenu e Francesco Cocco). I due gruppi stavano lavorando, senza conoscersi, a due progetti dal modello simile. In pieno rispetto della filosofia di Mano, anziché diventare concorrenti, hanno unito le forze per dare vita ad un unico, solido progetto collaborativo. Il prodotto viene presentato in occasione dello Startup Weekend 2014 organizzato da Open Campus, e incontra l’interesse del pubblico per il suo spirito etico. In occasione della candidatura di Cagliari a Capitale Europea della Cultura 2019, il Comune di Cagliari inserisce Mano fra le attività sostenute per la candidatura.
 
Il quartiere di Santa Teresa si caratterizza per una forte disoccupazione giovanile, microcriminalità ed un tessuto sociale ben strutturato. Gli spazi pubblici sono carenti e diversi edifici pubblici sono in disuso. Il team di Mano durante sei mesi ha sperimentato la app e ricercato il suo spirito attraverso un progetto culturale partecipativo: una mostra fotografica che vedeva come soggetti gli abitanti e gli spazi del quartiere allestita con l’aiuto di volontari esterni al quartiere; un documentario che va alla scoperta della filosofia di Mano; una festa di quartiere organizzata dai residenti all’interno dell’ ex scuola di via Santa Maria Goretti, dando all’edificio un nuovo volto e una nuova funzione all’interno del quartiere.
 
La mattina di sabato 13 dicembre 2014 insieme ai volontari coinvolti attraverso una campagna di comunicazione mirata sui social network è stata realizzata un’installazione urbana dei progetti fotografici di Stefano Ferrando e Valeria Malavasi, recuperando così uno spazio in disuso da restituire al quartiere.
Supporto dell’installazione fotografica urbana è stato il muro di cinta della scuola dismessa all’angolo tra via Santa Maria Goretti e via Enrico Toti. Lungo la via Santa Maria Goretti sono state attaccate tramite colla liquida per manifesti 40 fotografie della dimensione di 1 metro x 1,40 che rappresentano il racconto del quartiere di Santa Teresa secondo lo sguardo del fotografo Stefano Ferrando. (testo: Sardarch).

 

 


 

Le foto per il progetto “Mano a Santa Teresa” sono state esposte presso l’Università IUAV di Venezia in occasione di “Sono stato lì. Esperienze di rilievo fotografico nell’Italia contemporanea“, mostra e seminario a cura di S. Munarin e A. Pertoldeo. I progetti fotografici esposti costituiscono il primo corpo dell’Archivio Fotografico sul Paesaggio Italiano che è intenzione degli organizzatori alimentare nei prossimi anni attraverso analoghe operazioni di monitoraggio delle ricerche fotografiche, anche attraverso la collaborazione di altri enti e associazioni.

Nel novembre 2015 esce “Verso un’urbanistica della collaborazione“, volume interamente curato da Sardarch ed edito da Lettera 22. Il libro parte dall’esperienza di Santa Teresa e “esplora le dinamiche dell’urbanistica collaborativa, riaffermando il valore e la dimensione politica del ruolo dell’architetto nel mondo contemporaneo partendo dall’impegno concreto nelle dinamiche di cambiamento della società e delle città”.